La vetrina di 80mq

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L'inaugurazione della nuova sede con il concerto dei Ballads

La piccola libreria 80mq offre ampio spazio alla musica indipendente

Corteo contro la Centrale a Biomasse

Sempre in difesa dei beni comuni, l'Agro Caleno si difende

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L’Italia è una Repubblica fondata sul …

        

In un momento storico-sociale pericoloso e  preoccupante per i lavoratori, come quello che stiamo vivendo in questi mesi, la desertificazione industriale e la crisi colpiscono in modo atroce l’Agro caleno, triste protagonista di una volontaria “diaspora” imprenditoriale che abbandona le maestranze.
Ecco i dati: 600 posti di lavoro perduti o a rischio, ben 2 tavoli di confronto riguardanti aziende calene aperti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, capannoni chiusi, deserti, abbandonati, in vendita; e ancora, Siltal eArte Seta Alois in liquidazione, dipendenti della Rieter in cassa integrazione, la Tower in grave difficoltà, l’intera zona Asi diPignataro Maggiore in crisi.
Terra di Lavoro non è più tale e pare che invece nella nostra comunità si voglia schivare e scavalcare il problema, per spostare l’attenzione su problematiche di rilevanza minore.
Molti dei politici oggi presenti al Meeting, più simile a un Tribunale per la quantità delle personalità condannate per corruzione, concorso esterno in associazione camorristica e finanziamento illecito, non sono in grado di illuminarci su come far risorgere lavoro e legalità nell’Agro caleno. Il nostro timore, che non deriva da spirito di pura contestazione in quanto tale, è che il fantomatico Meeting diventi esclusivamente una passerella di politicanti condannati e un incontro pubblico tra politici locali e dirigenti.
Per concludere, la recentissima cancellazione del contratto nazionale per i metalmeccanici – da parte di Federmeccanica con il gentile servilismo di Cisl e Uil – si instaura a gambe tese nello scenario del lavoro contemporaneo come formalizzazione di un processo di restaurazione dell’intera società, puntando all’inquietante e irreversibile ribaltamento dei valori generali.
Oggi è in atto una vera e propria massificazione dell’operaio, che comporta radicali mutamenti nei modi di vita così come nelle modalità di lavoro; l’odierno sistema di produzione è volto a realizzare un attuale sfruttamento dei lavoratori al fine di massimizzare il profitto dei capitalisti, tralasciando diritti e dignità dei lavoratori.



Volantino informativo sulle cause dello scioglimento del consiglio comunale di Camigliano

        

Una legge, la n. 26 del 2010, che regolamenta la raccolta dei rifiuti per la SOLA regione Campania, centralizza le operazioni del servizio rifiuti all’ente Provincia.

La legge, attribuendo alla provincia il servizio di rimozione dei rifiuti, permette la creazione di una gigantesca azienda, facilmente controllabile da componenti criminali, incapace di fornire un servizio di eccellenza ma capace da subito di far aumentare le tariffe a carico dei cittadini.

Si riuscirà in un colpo solo a peggiorare il servizio di raccolta dei rifiuti e ad aumentare le tariffe per i cittadini.

A causa di questa legge l’ente Comunale di Camigliano in un sol colpo si vede espropriato della possibilità di gestire in proprio il servizio di raccolta dei rifiuti e non sarà più in grado offrire un servizio di estrema qualità (nel primo trimestre del 2010 oltre il 65% di raccolta differenziata con oltre 13 frazioni di rifiuti trattati separatamente), capace di non far percepire al cittadino nemmeno il più piccolo disservizio, anche nei momenti peggiori della crisi dei rifiuti campana degli scorsi mesi, e di controllare gli importi delle tariffe.

Negli ultimi giorni il Prefetto avvia il Procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale, il Ministro Maroni redige la relazione per la rimozione di Cenname da Sindaco, il Presidente della Repubblica firma il Decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale e la sua rimozione come Sindaco.


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TUTTO QUESTO SOLO PER AVER DIFESO IL TERRITORIO!!! 


Campagna referendaria “Acqua Bene Comune” (comunicato stampa)

        

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Buon successo di adesioni e firme per la quattro ore pomeridiana di domenica scorsa dedicata alla raccolta di firme a favore della ripubblicizzazione e contro la privatizzazione dell’acqua, organizzata dalla Piccola Libreria 80mq di Calvi Risorta. Dalle 16.30 alle 20.30 di domenica 30 maggio lo staff del laboratorio socio-politico-culturale è stato presente con i propri stand negli spazi pubblici della villa comunale del paese caleno. Un soddisfacente risultato quello delle oltre cento firme raggiunte e destinate ad aumentare, vista la durata limitata del sit-in di domenica e l’ancora troppo vaga comprensione del problema, specie nelle piccole comunità. E’ fondamentale continuare testardamente a portare avanti un discorso di affronto del problema, sentito a livelli estesi in tutto il panorama nazionale, per opporsi fermamente al provvedimento per la privatizzazione dell’acqua approvato dalla Camera lo scorso Novembre e allo scopo di indire un referendum voluto dall’intera cittadinanza italiana. Come dimostrazione della necessità di mantenere pubblica l’acqua sono state regalate granite per ognuno che ha firmato i tre quesiti referendari. Uno scambio possibile grazie ai costi contenuti della materia prima, l’acqua. L’obiettivo conclusivo è proprio quello di voler restituire alla gestione collettiva un bene essenziale come l’acqua, allo scopo di tutelarlo come bene comune e di conservarlo per le future generazioni. Per chi non avesse ancora avuto la possibilità di firmare, i moduli saranno ancora disponibili per alcuni giorni presso la Piccola Libreria 80mq di Calvi Risorta, sita in Via Indipendenza e aperta dal giovedì alla domenica dalle 17 alle 19.


LIBrERiAZIONE in memoria dell’antifascismo: presentazione di “Antifascismo Popolare” e concerto gratuito in occasione del primo compleanno della libreria

        

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Nelle piccole storie c’è la grande storia”. Ci piacerebbe cominciare da questa frase pronunciata da Giuseppe Aragnodurante la presentazione del suo documento storico “Antifascismo Popolare” nella giornata di sabato. Nella prima delle due giornate di concomitante anniversario dei sessantacinque anni dalla Liberazione e del primo anno di attività del Laboratorio Socio-Politico-Culturale 80mq, fondamentale è stato comprendere l’approccio dell’autore al tema trattato, attraverso lo studio e la ricerca sul campo, approfondendo le testimonianze delle famiglie e delle personalità coinvolte e basando il testo su di una serie di eventi storici reali, strutturati sotto forma di romanzo. Ed è dagli eventi di una popolazione oppressa e distrutta che si evolvono gli episodi più noti e rilevanti, così come l’intera struttura di Resistenza al regime fascista si fonda sulle “piccole” azioni di ribellione del popolo. Proprio ora che alcune istituzioni sostengono le tesi revisioniste che vogliono far precipitare nel dimenticatoio la memoria della forte azione antifascista della Resistenza, attribuendo la Liberazione al solo intervento americano, un utilizzo di questo nuovo tipo di storiografia è fondamentale per comprendere come il movimento dell’antifascismo è una reazione proveniente dal basso, dal popolo, caratterizzata dagli ideali più disparati, ma dall’unica esigenza di opporsi al regime. Così si distinguono vari anime e culture di antifascismo; un antifascismo liberale, uno cattolico, uno anarchico, uno comunista, oppure un antifascismo apolitico, in ogni caso un antifascismo popolare. 
Un plauso va anche al collaboratore di Contropiano Ernesto Rascato e al Docente di Storia Contemporanea Giovanni Cerchia, i quali sono intervenuti svolgendo lucide analisi storico-politiche e cercando di trasmettere, specie ai più giovani, la custodia del ricordo della Resistenza e della Liberazione, su di cui la nostra Costituzione si fonda. A dare ulteriore senso alla commemorazione è stata allestita la mostra documentaria e fotografica “Erba Rossa”, che ben racconta la stragi naziste su tutto il territorio campano.Nella serata di domenica l’anniversario è proseguito con l’allestimento di una vera e propria festa, con un concerto dei gruppi Alison Matter, No More Illusions e Chiedi alla Polvere e la partecipazione di diversi stand, tra cui Emergency Alto Casertano, l’Associazione Culturale “La Città del Sole” di Pignataro Maggiore e il gruppo anarchico “La Miccia” di Napoli, nell’intento e nella speranza di sensibilizzare, soprattutto i più giovani, a preservare la memoria dell’attiva resistenza antifascista nell’ambito della Liberazione, anche attraverso la creazione di iniziative aggregative e di incontro.

Felici e soddisfatti della buona riuscita dell’intera manifestazione, ringraziamo tutti coloro che hanno voluto sostenere e partecipare all’importante iniziativa, l’unica organizzata su tutto il territorio, sperando di poterla rinnovare di anno in anno, con sempre più appoggio e consapevolezza.



Presentazione del romanzo “Replicare” (comunicato stampa)

        

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 Grande successo ha riscosso la presentazione del libro “Replicare” di Pier Angelo Consoli, organizzata dalla giovane Piccola Libreria 80mq di Calvi Risorta. Nella sala gremita di Viale Indipendenza è intervenuto, oltre all’autore, il professore Giuseppe Rotoli. In particolare è stata affrontata la visione, sottintesa, ben affrontata e acuta che l’autore–protagonista del libro presenta nel libro e da esso intende trasmettere, nonché lo stile e il linguaggio particolare, quasi telegrafico e definito “innovativo” dal professor Rotoli, utilizzato nel secondo lavoro di Consoli. A sfondo della presentazione del libro, dalle 18 è stato possibile godersi la mostra allestita per l’occasione dell’artista casertano “Vin Truppo”, esponente della Kustom Art & Tattoo, che ha ricevuto molte acclamazioni dai più giovani presenti all’iniziativa. 
Cogliamo l’occasione per chiarire, senza alcuna polemica, alcuni punti che ci sono stati confutati proprio in occasione della manifestazione; noi non consideriamo l’anticonformismo e l’essere anticonformisti come un dogma, come un’imposizione sociale e, anzi, siamo contro il mutamento e la risemantizzazione  in funzione trasgressiva o sovversiva di elementi di cultura popolare – come la nostra – da parte della cultura egemonica, quella dominante, quella attuale. E’ tuttavia indubbio che la stessa cultura di massa faccia propri atteggiamenti, valori, riferimenti e codici, producendo quella che si traduce in moda; ma noi propugnamo una diversa visione della società, che inizia dal basso, dal popolo, così come tentiamo di diffondere un certo tipo di cultura tra giovani e meno giovani, attraverso iniziative e manifestazione in cui crediamo fermamente. 

Ringraziamo tutti coloro hanno partecipato e continuano a sostenerci nelle nostre proposte.





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