La vetrina di 80mq

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La piccola libreria 80mq offre ampio spazio alla musica indipendente

Corteo contro la Centrale a Biomasse

Sempre in difesa dei beni comuni, l'Agro Caleno si difende

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A conclusione di “LIBrERiAZIONE – 5 anni in 80mq”

        

Giunti al termine dei festeggiamenti per il 5° anno di attività della Piccola Libreria 80mq, facciamo un bilancio.
Il 25 Aprile, festa della Liberazione, ha visto protagonista un omaggio a due grandi band della musica internazionale grazie alle bellissime esibizioni delle cover band degli U2 “Vertigo” e dei Pink Floyd “Delicate sound” alle quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.
Ma non solo musica…durante la serata, difatti, abbiamo voluto ricordare la memoria dell’antifascista caleno Benedetto D’Innocenzo, apponendo sotto la targa, affissa lo scorso anno, una corona realizzata in modo originale grazie all’utilizzo di materiale riciclato.
Inoltre, si sono susseguiti sul palco brevi interventi sull’importanza che ha per noi oggi, dopo 69 anni dalla sua ricorrenza, la Liberazione e la lotta antifascista, e sulle varie attività che il Comitato per l’Agro Caleno sta promuovendo contro la centrale a biomasse che vorrebbero realizzare sul territorio di Calvi Risorta, a pochi metri dal sito Archeologico di Cales.
Ringraziamo le tante persone che sono accorse alla serata e che l’hanno resa splendida.
Il 27 Aprile, invece, grazie alla presentazione del libro “Volti Dimenticati” di Aldo Cavallo e alle persone che sono intervenute con le loro testimonianze, abbiamo ripercorso alcune vicende personali che hanno caratterizzato gli anni della seconda guerra mondiale e le lotte, dei partigiani e non, per la liberazione dell’Italia dal potere nazifascista.
Parole toccanti e momenti emozionanti di chi ha vissuto da bambino, da soldato o da prigioniero, queste vicende, per noi di 80mq e per le numerose persone intervenute alla presentazione.
Ringraziamo, dunque, chi ha partecipato a queste due giornate di Libreriazione e chi da sempre sostiene le nostre attività.



LIBrERiAZIONE: 5 ANNI IN 80MQ. Il programma dell’edizione 2014

        

Cinque anni di “LIBrERiAZIONE”, cinque anni di inesauribile energia che gli attivisti e i sostenitori della Piccola Libreria 80mq hanno investito per dare vita a una realtà che riesce a coinvolgere grazie alla forza della lettura, attività che rende le menti autonome, prova 17 per manifestocritiche e propositive.

La Piccola Libreria 80mq è nata nel 2009 in un giorno speciale: il 25 aprile, giornata in memoria delle lotte all’oppressione fascista. In occasione del suo quinto compleanno, l’associazione ridà vita all’appuntamento che annualmente ricorda le lotte contro il nazifascismo, “LIBrERiAZIONE”, per ricordare la Resistenza dei partigiani che hanno dedicato la propria vita alla conquista della libertà. La manifestazione, che quest’anno si divide in due giornate, dà la possibilità di rafforzare la memoria collettiva dei giovani e dei meno giovani, in difesa dei valori di libertà, uguaglianza e solidarietà.

Venerdì 25 aprile, lungo via Garibaldi a Calvi Risorta, nel piazzale che l’anno scorso la Piccola libreria 80mq dedicò all’antifascista caleno Benedetto D’Innocenzo, dalle ore 21.00 ci sarà un tributo alla grande musica internazionale, con l’esibizione delle band Delicate Sound (tribute band dei Pink Floyd) e Vertigo (tribute band degli U2).

MUSICA 2Domenica 27 aprile, secondo giorno della quinta edizione di “Libreriazione”, invece, alle ore 18.00, sarà presentato il libro del giornalista Aldo Cavallo, “Volti dimenticati”, una raccolta di testimonianze orali di chi ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale sul nostro territorio. Con l’intervento dell’autore e di testimoni orali.

L’appuntamento sarà un’occasione per raccogliere i ricordi di chi ha vissuto quel drammatico periodo e ha scelto di opporsi al nazifascismo, diventando attore protagonista di un cambiamento che portò alla liberazione dell’Italia.

L’ingresso alla manifestazione del 25 e del 27 aprile è libero, gratuito e aperto a tutti.



Antifascisti oggi come ieri

        

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati! Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate li, o giovani, col pensiero, perchè li è nata la nostra costituzione!”

Così citava il giurista, scrittore e politico antifascista Piero Calamandrei che fece di ogni sua esperienza politica, forense ed universitaria  una lotta contro il regime fascista. Seguì, “con trepidazione e fierezza”, la nascita e l’espansione del movimento partigiano, mantenendo contatti e collaborando con la Resistenza. Il suo atteggiamento fu definito “di solitario disdegno…”, poiché “…verso i padroni e i loro servitori, non si saprebbe dire quale dei due detestasse di più”.

Noi giovani del laboratorio 80mq ci impegniamo affinché l’antifascismo non sia solo un fatto storicamente avvenuto in un passato più o meno lontano, non sia più visto da molti giovani come un  “pericolo scampato”, come delle paure ormai superate; ci proponiamo invece di tenere il dibattito sempre acceso, cerchiamo di non sottovalutare ogni focolaio che possa rigenerarsi, tentiamo di prestare la dovuta attenzione ai gravi fatti attuali che destano preoccupazione per la vita giusta della società civile ma che spesso vengono decontestuallizzati da una vera e propria matrice di stampo fascista, tanto da essere facilmente sottovalutati nella loro portata persuasiva.  A questo proposito esprimiamo il nostro pensiero per convincerci e convincere a non abbassare la guardia nei confronti di un male che tanto dolore ha già portato in passato ma che non  smette di farlo tutt’oggi disegnando una società divisa, timorosa, razzista e diseguale!

Il fascismo non è morto il 25 aprile 1945. Sin dalla fine della II guerra mondiale i fascisti, si nascondono dietro sigle, partiti che professano con nuovi linguaggi la solita fetida ideologia fondata su ignoranza e violenza. Il problema non è tanto questo fascismo, potremmo dire “visibile”, di gruppi e gruppetti di provocatori, di urlatori da stadio, che ha lo scopo di mascherare un ben più radicato movimento fascista. Questa nuova forma più complessa è quella che calpesta i diritti dei lavoratori, che riduce all’osso i già residuali spazzi di democrazia, che crea barriere di classe nell’istruzione, che arruola nuove milizie in organizzazioni legittimate dalla legge, quali le ronde xenofobe; è quel fascismo che costringe i migranti allo sfruttamento e che istituisci i centri di identificazione ed espulsione. A tutto ciò noi dobbiamo opporci mostrando attraverso la cultura come la società civile sia impregnata di questo marciume, di queste logiche classiste, razziste, nazionaliste e sempre attraverso questa mostrare come ci si possa liberare da tutto ciò e fondare così una nuova società più giusta e quindi anche antifascista.

Proprio per questo tutti noi riteniamo che troppi hanno sbagliato. Dall’amnistia, alla normalizzazione dei reduci del ventennio, dal lassismo verso i focolai locali di giovani fascisti all’assalto ai movimenti studenteschi. Oggi non si parla più di antifascismo perché si pensa di aver estirpato dalla società questo germe, ma non è così. Il fascismo è ovunque, intrinseco nella nostra cultura che ci porta ad odiare chiunque mina la quotidianità con la propria diversità.

Il passato ci regala grandi lotte condotte a costo della propria vita, grandi azioni coraggiose, grandi insegnamenti che dovremo far nostri nella formazione di coscienze più consapevoli e riflessive che si indignano dinanzi a soprusi ancora oggi in atto, nei confronti degli stranieri, dei più deboli e dei diversi; la storia ci insegna che l’antifascismo, pur non ponendosi come un unico movimento unitario – le forze sociali impegnate contro il fascismo furono molteplici e caratterizzate da spontanei movimenti operai, contadini e popolari cosi come da oppositori non politici e anche distinti da diversità sociopolitiche – ha avuto il grande merito di opporre la prima forma di resistenza alla dittatura dilagante in Italia, attraverso azioni e atti di coraggio da parte delle più disparate personalità della classe subalterna.

Dobbiamo avere il coraggio e la consapevolezza di ammettere che, nonostante le grandi lotte passate, le tante e dolorose morti di chi ha strenuamente combattuto contro idee ingiuste, c’è ancora molto da fare e da dire in una società che,  più che estirpare definitivamente questo male, lo ha “normalizzato”, lo ha reso silenzioso e quotidiano, lo ha reso un “modus vivendi”, una cultura ormai metabolizzata che ci fa vedere lo straniero come un delinquente, il lavoratore come un nullafacente cui tutto è dovuto, il “diverso” come un qualcosa di pericoloso da contrastare, l’associazionismo come un pericolo, i gruppi alternativi come fondatori di pseudo-ideologie che vogliono stravolgere lo status quo che non va destabilizzato. A questo modo di vedere, intriso di disuguaglianze e ingiustizie sociali bisogna continuare ad opporsi.

Il male non è sopito! Tutt’oggi non bisogna abbassare la guardia, c’è bisogno di essere attenti, di avere il controllo delle situazioni più silenziose per non lasciare nuovo spazio al fascismo o neofascismo. C’è bisogno di unire chi, all’epoca, ha combattuto da partigiano a chi oggi pensa da antifascista, c’è bisogno di unire i valori della Resistenza a quelli dell’associazionismo, c’è bisogno di unire il ricordo di chi ha dato la propria vita per la nostra libertà e la giustizia e chi, ancora oggi, vuole più rispetto dei diritti umani e una società più giusta. E’ nel ricordo, nell’informazione, nella collaborazione, nella denuncia delle disuguaglianze che stanno un futuro antifascista e una società migliore!

(intervento sull’antifascismo – 24/04/2013 LIBrERiAZIONE IV edizione)



Sabato 29 Marzo di nuovo in piazza contro la Centrale a Biomasse

        

L’Agro Caleno ritorna in piazza per difendere il territorio dalla devastazione ad opera di quella malapolitica e imprenditoria che vorrebbero imporre impianti inutili e dannosi, come la Centrale a Biomasse.

Studenti, lavoratori, precari, disoccupati, uomini, donne e bambini saranno tutti in corteo SABATO 29 MARZO dalle 15.00 (concentramento al Palazzetto dello sport di Sparanise) per ribadire il NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE che l’imprenditore Iavazzi vorrebbe costruire a Calvi Risorta, nell’area Ex Pozzi, a ridosso del sito archeologico di Cales e della centrale termoelettrica targata Nicola Cosentino.

Il corteo partirà da Sparanise e arriverà alle porte dell’ex Pozzi, proprio mentre Iavazzi è preso dai lavori di “pulizia” dell’area della ex-Pozzi, mentre si susseguono le voci di un sequestro dell’area industriale da parte della guardia forestale, per danni ambientali, mentre in regione riscrivono il piano rifiuti e mentre qualche candidato sindaco di Calvi Risorta già promette posti di lavoro.

Questo è il momento di agire e di riprenderci il nostro territorio, per questo invitiamo tutti ad unirsi al corteo che il 29 Marzo invaderà ancora una volta l’Agro Caleno, per ribadire le richieste delle comunità:

  • bonifica sotto controllo popolare dell’area industriale ex-Pozzi e di tutte le zone inquinate dell’Agro Caleno (cava Fabbressa, Calce Idrata, Stabilimenti Moccia, Tabacchificio di Sparanise);
  • ritiro immediato del decreto ministeriale con il quale sono stati elargiti 17milioni di euro alla società di Iavazzi Ambiente Srl, per costruire la centrale;
  • basta nuovi impianti inutili e dannosi, nè a Calvi Risorta, nè altrove;
  • completamento e messa in fuzione del il sito di compostaggio di San Tammaro per trattare correttamente l’umido anzichè conferirlo in centrali come questa.

Tutto questo si inserisce nel progetto più ampio di ridare dignità al territorio, osteggiando lo stupro che si vuole perpetrare su di esso e promuovendo iniziative di recupero come il progetto avviato sul sito archeologico di Cales da una rete di associazioni e singoli, per ridare dignità alla città antica e intraprendere percorsi che sappiamo produrre coinvolgimento e occupazione per i tanti giovani costretti ad emigrare, alla ricerca di opportunità lavorative che questo territorio non riesce a garantire.

Protesta ma soprattutto proposta è ciò che si sta cercando di costruire e difendere il territorio è il primo passo per riuscirci.



Un’opportunità per l’antica città di Cales

        

In tutto il corso della nostra vita associativa, nelle tante assemblee fatte, tra le tante idee discusse, molte volte abbiamo sognato di poter fare qualcosa per il sito archeologico di Cales, culla della nostra cultura e delle nostre radici di cittadini dell’Agro Caleno.

Finora però è stato solo un sogno, ma ora grazie all’impegno dell’associazione Archeo Cales e ad un progetto di riqualificazione finanziato dal CSV Asso.Vo.Ce, questo sogno diventa realtà. Il progetto, infatti, intende coinvolgere tutte le associazioni del territorio, quindi anche il Laboratorio 80mq avrà l’opportunità di partecipare ai lavori di pulizia e sistemazione dei tesori visitabili e visibili di Cales, come il cardo massimo, il Teatro Romano e i cunicoli della rete idrico/fognaria della città antica.

Lo scopo dei lavori sarà di ridarà dignità all’antica Cales, prima città Ausona, poi colonia romana, ma sempre splendore del basso Volturno.  Ancora visibili sono i resti delle antiche domus romane, delle strade principali, ma soprattutto delle Terme di S. Leo e quelle centrali, dell’Anfiteatro, del Teatro e dell’annesso Tempio. Oltre le mura, il Castello, la Cattedrale Romanica, il Seminario Settecentesco e la cosiddetta Dogana Borbonica, nell’area corrispondente all’arce medievale.  Inoltre di rilevanza paesaggistica e archeologica sono i sopra citati cunicoli, le vie cupe e le grotte: Palombara, Sette Venti, Serola, dei Santi e delle Formelle.

Nonostante la gioia dell’opportunità concessaci, rimane però l’amaro in bocca per tutte le attuali vicende che riguardano Cales:

  • L’antica città da almeno un decennio versa nella totale incuria e abbandono, alla mercé di scavatori clandestini e vandali. Gravi colpe le hanno le varie amministrazioni comunali che nel corso degli anni, hanno avuto memoria dell’antico passato di Cales e della necessità del recupero e della valorizzazione delle sue antiche vestigia, quasi sempre solo in campagna elettorale, o in qualche conferenza dove pavoneggiare impegni mai messi in essere. Basti pensare che proprio in questi giorni il sindaco di Calvi Risorta interverrà alle scuole medie per una conferenza con il soprintendente, per parlare dei rifiuti sversati in tutta l’area. Eppure anni addietro, sempre in una conferenza sul tema, noi ponemmo il problema al sindaco (documentato con foto) e in quell’occasione con rabbia ci fu risposto che già erano stati presi provvedimenti in merito; salvo poi dimostrare di aver solo disperso parole al vento, visto che i rifiuti sono ancora lì.
  • Rimane l’amaro perché molti dei resti degli antichi monumenti sono su terreni di proprietà privata, come la via d’accesso all’Anfiteatro o i terreni antistanti alle terme, che continuano anche a essere coltivati. Questa situazione costituisce un limite alle possibilità di un libero accesso ad essi da parte dei visitatori, ma anche un limite alle possibilità di recupero e valorizzazione degli stessi, sia da parte degli Enti pubblici che delle associazioni volontarie.
  • Rimane l’amaro perché tutto il nostro lavoro potrebbe servire a poco o  nulla se alle spalle del Teatro Romano fosse costruita la centrale a Biomasse di Iavazzi, realizzazione sostenuta dall’attuale amministrazione comunale. La presenza della centrale, infatti, sarebbe fortemente in contrasto con la realtà di un parco archeologico ambientale, finalizzato oltre che a salvaguardare l’area anche ad attrarre turisti.

Tutto questo è ingiusto.

E’ ingiusto perché Cales rappresenta la nostra storia, ciò che siamo e siamo stati. Soprattutto è ingiusto perché la costruzione di un parco archeologico ambientale e di un Museo dell’Antica Cales potrebbero essere da volano per la creazione di un indotto turistico, che rappresenterebbe soluzione e alternativa per i tanti giovani costretti ad emigrare altrove per mancanza di opportunità lavorative.

Concludiamo con un dubbio: a breve saranno completati i lavori del Castello Aragonese, struttura di proprietà del comune. Quale sarà il futuro di questa struttura? Diventerà davvero il punto di partenza per un reale rilancio e valorizzazione di tutta l’area dell’antica Cales o resterà “una cattedrale nel deserto”?

SDC11550





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